martedì 3 dicembre 2013

Dialogo immaginario tra un padre, docente a contratto presso un ateneo italiano, e il figlio di 3 anni.

 Elia: "Papà, papà, ho fame, mi compri per piacere un pezzo di pizza?"
Alessandro: "No, amore mio, purtroppo non posso. Parte dei soldi che avevo messo a bilancio per il 2013 non sono arrivati. Sai, anche se la legge stabiliva una certa cifra, l'università di ..."
Elia: "Papà, papà, ma come... io ho fame!"
Alessandro: "Si, amore mio, lo so. Ma devi sapere che l'anno scorso, nel 2012, quando tu avevi ancora un anno, quando eri un bimbetto tutto da spupazzare, io ho dovuto rinunciare a stare con te, come ho fatto anche quest'anno d'altronde, per lavorare in molte università italiane con grande sacrificio, per il rispetto e amore verso gli studenti..."
Elia: "Ma come, per il rispetto e amore verso gli studenti, e non verso i tuoi figli..."
Alessandro: "Ma no, amore mio, voi siete sopra ogni cosa, voi siete la mia vita..."
Elia: "Si, papà, belle parole, ma io ho fame, ho fame, HO FAME...."

Grazie Italia, grazie politica, grazie governo, grazie presidente. Voi si che pensate a tutti noi.

Ecco una proposta di modifica costituzionale:

Art. 1: L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro a titolo gratuito.



sabato 5 ottobre 2013

L'ombra del kahal

Da un paio di mesi è disponibile la mia ultima fatica: L'ombra del kahal.



L’ombra del kahal
Immaginario antisemita nella Russia dell’Ottocento
Alessandro Cifariello
Collana: I libri di Viella, 154
2013, p. 288, 15x21 cm, bross.
ISBN: 9788867280124










 

In attesa di commenti e critiche, buona lettura.

venerdì 27 aprile 2012

I thank people at AKA for the deep analysis of my application.

domenica 29 agosto 2010

Niente è cambiato...

"Più i reati sono gravi, più compromettono l'esistenza delle famiglie, più attentano alla sicurezza, alla moralità pubblica ... meno vengono puniti. Cosicché più i colpevoli sono persone dotate d'intelligenza, più godevano di condizioni agiate e di considerazione sociale, più la legge si mostra indulgente verso di loro... La legge riserva invece le sue pene più terribili, più infamanti, a quei miserabili che hanno, non diremo per scusante ... ma quanto meno per attenuante l'ignoranza, l'abbrutimento, la miseria in cui li si lascia immersi". Eugène Sue, I misteri di Parigi, 1842-1844 (Milano 2007, p. 870)

venerdì 29 gennaio 2010

Una stella nel cielo


La mia bambina è una stella nel cielo. La guardi la notte, quando la luna si nasconde e il resto della volta notturna si illumina a festa. Il mio dolce angioletto risplende d'amore, e mi chiama nel sonno quando mi volto di fianco e allungo le braccia. Nel cuore della notte la mia piccola creatura mi ricorda che la vita è uno scherzo macabro, la cui unica certezza è la sua fine. Di giorno mia figlia riposa nel cimitero di Urbino, all'ombra di qualche cipresso, ricoperta di terra e d'erba soffice e profumata. Il suo inizio è stato la morte. Avrebbe dovuto piangere un giorno tra le mie braccia, i primi di gennaio, e invece ha preferito mostrare il suo splendore nel silenzio profondo dell'oscuro crepuscolo. La mia bambina è una stella nel cielo. La guardi la notte, quando la volta notturna s'illumina del suo amore. Poi chiudi gli occhi e le sussurri: figlia mia, un giorno papà ti abbraccerà per sempre. Un giorno papà riuscirà a fissare il tuo volto in eterno. (scritto per mia figlia una fredda notte di gennaio)

domenica 13 dicembre 2009

De bello civili


"Puoi citarmi, da quando il cristianesimo si è stabilito come religione di Stato, un solo esempio di uno Stato che abbia realmente seguito una politica cristiana? Non puoi indicarmelo. In momenti di necessità - e la politica soffre cronicamente di periodi d'emergenza - i governanti sono sempre stati in grado di appellarsi a "circostanze eccezionali" che esigevano eccezionali misure di difesa. Da quando esistono nazioni e classi, esse vivono in uno stato permanente di reciproca autodifesa, che le costringe a rimandare perpetuamente a un altro momento l'applicazione di principi umanitari". Arthur Koestler, Buio a mezzogiorno, Milano, Mondadori, 1946, pp. 194-195.

"... solo la purità dei mezzi può giustificare il fine", id., p. 304